Con il termine “tè” si intende quella bevanda a base di piante che appartengono alla medesima famiglia, ossia quella della Camelia. Il tè si prepara per infusione e contiene quantità variabili di teina/caffeina, che gli conferisce proprietà eccitanti. I tipi di tè ad oggi conosciuti e certificati sono più di diecimila e come dice un adagio cinese, non basta una vita per conoscerli tutti!
In realtà sono due le specie di piante utilizzate per la preparazione del tè:
- 1. La Camellia Sinensis originaria della Cina, che si distingue per foglie piccole e tenere;
- 2. La Camellia Assamica, originaria dell’India e caratterizzata da foglie più grandi.
A seconda della diversa lavorazione delle foglie, si possono distinguere quattro diverse tipologie di tè:
- • Il tè nero, che passa per quattro fasi di lavorazione: appassimento, arrotolatura, ossidazione e asciugatura.
- • Il tè verde, le cui foglie vengono cotte a vapore o in wok per interrompere il processo di ossidazione, il che gli conferisce il caratteristico colore verde.
- • Il tè Oolong, con caratteristiche intermedie tra il tè nero e il tè verde perché semiossidato.
- • Il tè bianco, ossia la varietà più rara che esista, perché raccolta una sola volta l’anno, quando si raccolgono le prime gemme e le foglie più alte della pianta.
Spesso si sente parlare anche di tè rosso, ma in realtà non è un tè! Il rooibos o tè rosso, infatti, non è il prodotto delle foglie della Camellia sinensis, ma bensì dell’Aspalathus Linearis, un arbusto della famiglia delle leguminose che cresce unicamente nel Cederberg, una regione montuosa del Sudafrica.
Dall’infusione del rooibos deriva una bevanda dal colore rosso-ambrato (da qui il nome improprio “tè rosso”), dal gusto naturalmente dolce e dalle molteplici proprietà.
Secondo la mitologia cinese è stato il grande maestro e sovrano Shen Nong a scoprire il tè: seduto sotto una pianta, Shen Nong stava facendo bollire dell’acqua per disintossicarsi e purificare il suo organismo, quando all’improvviso, un colpo di vento, fece staccare alcune foglie della pianta, che andarono a finire nella tazza del maestro. Il preparato aveva un tale profumo e un aroma così invitante che il sovrano non poté fare a meno di assaggiarne un sorso, scoprendone le virtù rinvigorenti. Da quel giorno ordinò di coltivare centinaia di quelle piante per tutti i suoi sudditi.
Secondo i buddhisti invece, il tè è stato scoperto dal monaco indiano Bodhidharma, un giorno che, nell’atto di punirsi per essersi addormentato durante la meditazione, si asportò e lasciò cadere a terra le palpebre, da cui magicamente nacquero due piantine di tè, dono mandato dagli dei per andare in aiuto ai monaci intenti a meditare.
Cero è che la storia e le origini del tè hanno radici molto antiche. La patria del tè è, effettivamente, la Cina ed i primi utilizzi di questa pianta si fanno risalire a circa 2500 anni a.C. All’inizio la pianta non veniva utilizzata a scopo ricreativo, bensì per scopo medicinale: le foglie venivano tritate, macinate e venivano assunte. Il tè, infatti, aveva principalmente proprietà antimicrobiche e antibiotiche, motivo per cui le antiche popolazioni della Cina del Sud lo utilizzavano. Ed è proprio qui che nasce il tè, nella Cina del Sud: la regione che oggi conosciamo con il nome di Yunnan, è uno dei focolai dalla quale poi il tè si inizia ad espandere verso la Cina del Nord attraverso l’emigrazione dei cinesi del sud verso il nord, la patria del tè cinese!
Per lunghissimo tempo l’utilizzo del tè e la sua coltivazione, rimane esclusivo appannaggio della popolazione cinese che inizia a cimentarsi in Arti e Mestieri intorno a questa pianta; per esempio, la creazione di teiere di porcellana, di tazze e tutta una serie di prodotti artigianali, sono di esclusiva proprietà dei cinesi. Queste realizzazioni avvengono, anche, per far contento l’imperatore; infatti, sono proprio gli imperatori che vantando molto l’utilizzo e il consumo delle foglie di tè, possedevano foglie e raccolti più pregiati, che venivano direttamente inviati alla corte imperiale.
Per lunghissimo tempo, fino all’800 – 900 d.C., il tè venne consumato solo in Cina. Solo con l’arrivo dei monaci buddisti dall’India, il tè inizia ad espandersi. Le peregrinazioni dei monaci buddisti che arrivarono in Cina, dettero loro la possibilità di conoscere questa pianta e di rimanerne così affascinati dalle sue proprietà. In particolare, il tè aiutava i monaci a rimanere svegli durante le lunghe meditazioni.
Solo a partire dall’anno 1000, foglie e semi della pianta, vengono portati in Giappone, che lo rendono il secondo Paese produttore di tè, nonchè famoso nel mondo per la ricca varietà e grande qualità dei tè giapponesi.
La diffusione del tè in Occidente avvenne, soprattutto, grazie alla passione che gli inglesi iniziarono ad avere nei riguardi di questa preziosa bevanda; infatti, le corti nobiliari inglesi andavano matte per questa pianta e iniziarono a richiederla sempre più, fino a quando nacque un vero e proprio mercato commerciale della pianta del tè. Quindi, la pianta veniva coltivata in Cina, trasportata sulle navi dei mercanti portoghesi, spagnoli e inglesi e portata, durante un lunghissimo viaggio, in Europa.
THE MATCHA
Un tè giapponese con origini antichissime ricco di proprietà e benefici utilizzato nelle cerimonie formali del tè. Il Matcha è emblema e colonna della cultura nipponica, possiede una storia antica, talvolta cucita nel mistero e nella leggenda: prime tracce di questo tè risalgono alla dinastia Tang (VII-X secolo d.C), durante la quale le foglie venivano cotte e polverizzate, per esser consumate con acqua e sale. È, tuttavia, più tardi, al tempo della dinastia Song (X-XIII secolo d.C) che ne è stata consolidata la fama, ad opera del fondatore della filosofia zen, Eisai Myoan: di ritorno dalla Cina, portò con sé dei semi assieme ai metodi per lavorarne la pianta. In virtù dei benefici terapeutici e medicinali, il consumo di tè Matcha divenne fulcro della vita monastica, dipoi anche della classe aristocratica, e soltanto nei secoli successivi fu posto un fondamento di cerimonia del tè.
Il tè matcha è considerato un elisir miracoloso: il perchè delle tante proprietà del Matcha è dato principalmente al processo di coltivazione delle piante di tè da cui verrà poi ottenuta la famosa polvere verde. L’ombreggiatura delle foglie e altri fattori infatti rendono il Thè verde Matcha un tè ricco di proprietà, ed il tè verde con i più alti livelli di L-teanina, un amminoacido importantissimo dalle importanti proprietà psicoattive. Questo è uno dei motivi per i quali oggi viene sempre più richiesto e ricercato online. Questo tè tradizionale giapponese è inoltre annoverato tra i superfood e tra gli alimenti funzionali come le bacche di goji, il kombucha, mirtilli, quinoa e tanti altri. Infatti bere matcha fa bene alla salute oltre ad essere un tè di grande qualità e dal sapore unico.
Il tè Matcha contiene innanzitutto grandi quantità di EGCA, un polifenolo antiossidante e anticancerogeno, che lo rende un antiossidante potentissimo. Proprio per all’alta concentrazione di polifenoli antiossidanti nel matcha si deve l’affermazione che dice che una tazza di tè matcha valga quanto 10 tazze di un qualsiasi altro tè verde.
Questo particolare tè verde contiene inoltre L-theanina, un amminoacido che agisce direttamente sulle onde alfa cerebrali inducendo rilassamento, il quale si combina alla caffeina producendo uno stato di vigile relax eliminando così gli effetti indesiderati della caffeina. Si narra che i monaci buddisti consumino te’ matcha prima della meditazione proprio per raggiungere questo stato di vigile relax che amplifica gli effetti della meditazione.
Il tè verde Matcha risulta essere anche un ottimo drenante e un’ottima fonte di vitamina C. L’alta concentrazione di clorofilla data dalle modalità di produzione e lavorazione del di questo tè in polvere rende il tè matcha un depurativo e disintossicante naturale: la clorofilla infatti facilita l’eliminazione di metalli pesanti e componenti chimiche tossiche per il nostro organismo. Tra i benefici del matcha meno conosciuti annoveriamo le proprietà energizzanti che questo tè possiede. Alcuni studi infatti affermano che il the matcha riesca a migliorare le prestazioni sportive addirittura fino al 24% in più.
TISANE
La storia delle tisane risale a molti secoli fa, quando l’uomo iniziò a usare le piante per le loro proprietà terapeutiche. L’usanza di bere tisane è antica quanto il mondo: da secoli l’uomo fa uso di piante curative e medicinali. Le prime tisane venivano preparate schiacciando e macinando le foglie, le radici e le piante per estrarre i loro principi attivi.
Nella medicina antica greca e romana, le tisane venivano utilizzate per curare varie malattie e per migliorare la salute generale. Le prime tisane erano spesso fatte con piante selvatiche, come la menta, l’assenzio e la camomilla.
Nel Medioevo i monaci e gli adepti delle scuole mediche e alchemiche condussero studi rigorosi sulle erbe medicinali, effettuando precise classificazioni e suddividendole in base al loro effetto e alla loro efficacia.
Nel Rinascimento, la medicina cominciò a essere studiata scientificamente, e la conoscenza delle proprietà delle piante migliorò notevolmente. Ciò portò alla creazione di nuove tisane, come quelle a base di foglie di salvia, di rosa canina e di achillea, tra le altre.
Con la scoperta del Nuovo Mondo, furono introdotte in Europa nuove piante che divennero rapidamente popolari per le loro proprietà medicamentose, come il mate e la verbena.
Nel XIX secolo, chimico e botanici fecero importanti passi avanti nella ricerca chimico farmacologica ponendo le basi della farmacognosia, la scienza volta allo studio dell’efficacia terapeutica dei principi attivi di fiori, foglie, radici e cortecce, singolarmente e nell’interazione dei loro principi attivi.
Tecnicamente, le TISANE sono bevande ottenute per infusione o decozione di fiori, erbe, radici e cortecce e in relazione alle caratteristiche della pianta da cui hanno origine possono avere proprietà dimagranti, drenanti, lassative, anticellulite, diuretiche, digestive, sedative, antinfiammatorie. Oggi in tutto il mondo ne vengono consumate al ritmo di circa quattrocento miliardi di tazze all’anno e sono reperibili un po’ ovunque a seconda delle loro caratteristiche biologiche.
Una tisana di erboristeria contiene, oltre all’ingrediente principale, uno o più elementi adiuvanti, cioè piante che hanno lo scopo di aumentare gli effetti benefici dell’erba principale, e altre droghe che servono a correggere il gusto ma che, in alcuni casi, accrescono la biodisponibilità dei principi attivi presenti. Il metodo di preparazione consiste nello sminuzzare le erbe in piccolissime scaglie (metodo della trinciatura), e proprio questa tecnica è di fondamentale importanza per la preparazione della tisana poiché influisce sulle proprietà terapeutiche e farmacologiche. Altrettanto importanti sono l’omogeneità delle erbe utilizzate e le proporzioni in cui le diverse erbe vengono miscelate. Per questo la farmacopea internazionale raccomanda di non utilizzare mai più di otto diverse droghe vegetali, in modo da non inibire la bontà dell’effetto del singolo ingrediente.
Secondo i più accreditati “alchimisti”, l’ideale sarebbe quello di non superare il numero di cinque e di dosarle in eguale misura.
Chimicamente, le erbe medicamentose interagiscono tra loro e non tenere conto dei delicati equilibri tra le diverse piante può portare al rallentamento, se non addirittura all’annullamento, dell’effetto benefico della tisana.
Consiglio tuttavia di prestare sempre attenzione alle caratteristiche e la qualità del prodotto che si consuma per evitare spiacevoli effetti collaterali che, in alcuni casi, possono essere anche importanti (eruzioni cutanee, disturbi gastro intestinali ecc.). Mai prendere una tisana senza conoscerne prima le caratteristiche (anche il the o il caffè possono fare male): meglio rivolgersi sempre al proprio erborista o venditore di fiducia che saprà consigliare al meglio.
Le tisane possono offrire numerosi benefici per la salute grazie alle proprietà terapeutiche delle piante e degli ingredienti utilizzati. Ecco alcuni dei principali benefici per la salute delle tisane:
- • Aiutano a ridurre lo stress: molte tisane, come quelle alla camomilla, alla menta e al tè verde, sono note per le loro proprietà calmanti e rilassanti. Possono aiutare a ridurre l’ansia, migliorare il sonno e alleviare lo stress.
- • Favoriscono la digestione: alcune tisane, come quelle al finocchio, alla menta e al timo, possono aiutare a migliorare la digestione e alleviare i sintomi gastrointestinali come il gonfiore, la flatulenza e l’indigestione.
- • Supportano il sistema immunitario: alcune tisane, come quelle alla rosa canina, al ginseng e al tè verde, possono aiutare a rafforzare il sistema immunitario e prevenire le malattie.
- • Alleviano il dolore: alcune tisane, come quelle al tè di salice e alla curcuma, hanno proprietà antinfiammatorie e analgesiche che possono aiutare a ridurre il dolore e l’infiammazione.
- • Migliorano la salute del cuore: alcune tisane, come quelle al tè verde e alla menta, possono aiutare a ridurre il colesterolo e la pressione sanguigna, migliorando la salute del cuore.
- • Promuovono la perdita di peso: alcune tisane, come quelle alla garcinia cambogia e al tè matcha, possono aiutare a ridurre l’appetito, accelerare il metabolismo e promuovere la perdita di peso.
- • Migliorano la salute della pelle: alcune tisane, come quelle al tè verde, alla lavanda e al rosmarino, possono aiutare a migliorare la salute della pelle grazie alle loro proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie.
Le tisane non sono una cura miracolosa per le malattie e che i benefici possono variare a seconda della persona e della condizione di salute. Inoltre, alcune tisane possono avere effetti collaterali o interazioni con farmaci, quindi è importante consultare un medico o un professionista del settore prima di iniziare a usare le tisane per scopi terapeutici.
Le tisane possono essere utilizzate anche per una vasta gamma di scopi terapeutici e sono state tradizionalmente utilizzate per alleviare sintomi di varie condizioni. Ad esempio, alcune tisane sono utilizzate per:
- • Alleviare l’insonnia: alcune piante, come la camomilla e la valeriana, sono note per le loro proprietà calmanti e possono essere utilizzate per favorire il sonno.
- • Migliorare la digestione: alcune piante, come la menta, il finocchio e l’anice, sono utilizzate tradizionalmente per migliorare la digestione e alleviare sintomi come il gonfiore e la flatulenza.
- • Alleviare il mal di testa: alcune piante, come la menta piperita, possono aiutare ad alleviare il mal di testa grazie alle loro proprietà analgesiche e antinfiammatorie.
- • Alleviare i sintomi del raffreddore e dell’influenza: alcune piante, come l’eucalipto e la salvia, possono essere utilizzate per alleviare la congestione nasale, il mal di gola e la tosse associati al raffreddore e all’influenza.
- • Alleviare i sintomi del ciclo mestruale: alcune piante, come la radice di zenzero e la radice di angelica, sono utilizzate tradizionalmente per alleviare i sintomi del ciclo mestruale, come il dolore addominale e i crampi.
- • Alleviare i sintomi dell’ansia e dello stress: alcune piante, come la lavanda e la passiflora, sono note per le loro proprietà calmanti e possono essere utilizzate per alleviare i sintomi dell’ansia e dello stress.
- • Migliorare la salute cardiaca: alcune piante, come l’olivo e l’ortica, sono utilizzate per migliorare la salute del cuore e delle arterie grazie alle loro proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie.
INFUSI
Gli INFUSI sono realizzati con le parti più delicate delle piante come: fiori, frutti e foglie. Negli infusi tutti gli ingredienti provengono dalla stessa pianta, mentre come visto prima la tisana è un mix di differenti piante officinali. A distinguere l’infuso è anche il metodo di preparazione! L’acqua bollente viene infatti versata direttamente sul preparato, all’interno di un recipiente che poi deve essere coperto per mantenere il vapore che si genera e per conservare il principio attivo della bevanda stessa. In genere, si lascia in infusione per 10/15 minuti e si filtra poi la bevanda con un colino. Anche l’infuso vanta differenti e varie proprietà terapeutiche, in base alla pianta utilizzata.
IN SINTESI
• Il tè nasce dall’infuso di foglie esclusivamente da piante della famiglia Camelia Sinensis e Camellia Assamica.
• La tisana è una bevanda ottenuta dall’infusione di un mix di differenti piante e erbe officinali.
• L’infuso è risultato dell’infusione di foglie, frutti e fiori provenienti da un’unica pianta.
Fonti: https://www.clickcafeshop.it e https://www.terzaluna.com/blog



