Sostenuto dal Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia e con l’apporto di ricerca delle Università degli Studi di Palermo (SAAF) e Milano (DISAA), il progetto ha dato vita a una rete solida tra mondo scientifico e comparto produttivo, con l’obiettivo di affrontare in modo concreto le sfide imposte dal cambiamento climatico e dai nuovi scenari di consumo. La Giornate di Campagna si sono imposte come uno strumento efficace di divulgazione tecnico-scientifica, favorendo l’incontro diretto tra ricercatori, enologi, produttori e opinion maker, contribuendo alla diffusione della conoscenza che consente di definire strategie agronomiche ed enologiche volte alla realizzazione di nuovi vini sperimentali, selezionati in base a biotipo ed areale di produzione.
Il programma della giornata inizierà alle ore 9:00 con una visita guidata in più tappe, partendo dall’area Talea e sostando alla Vigna del Gallo, intitolata a Diego Planeta dal 2021: un micro-vigneto urbano nel cuore della città che conserva 95 biotipi tra varietà celebri come Nero d’Avola, Frappato, Grillo, Perricone e Catarratto, ma anche vitigni rari o in via di estinzione come Vitrarolo, Orisi e Lucignola. Un patrimonio genetico vivo, strategico per immaginare una viticoltura sostenibile, originale e legata all’identità dei luoghi.
Alle ore 10:45, presso la Sala Domenico Lanza, si svolgerà il momento centrale della giornata: la degustazione tecnica condotta dal prof. Onofrio Corona del Dipartimento SAAF dell’Università di Palermo. Protagonisti dell’assaggio, otto vini inediti – quattro bianchi e quattro rossi – concepiti per interpretare le esigenze di una nuova generazione di consumatori, attenta all’origine, alla qualità e alla sostenibilità.
“Si tratta di risultati ancora parziali – spiega il prof. Francesco Corona – ma già capaci di indicare nuove rotte per una viticoltura siciliana riconoscibile e coerente. Uve antiche, selezionate in ambienti diversi, che oggi rivelano inaspettate potenzialità espressive e produttive”.
La giornata sarà anche un’occasione per confrontarsi con i ricercatori e i tecnici del progetto Bi.Vi.Si., condividendo metodologie di lavoro, dati sperimentali e modelli applicativi.
“Bi.Vi.Si. svolge un ruolo fondamentale nel trasferimento dell’innovazione alle imprese della filiera vitivinicola, grazie al contributo scientifico delle Università degli Studi di Palermo e di Milano, a quello del sistema produttivo delle aziende private partner di progetto ed al supporto dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura – commenta Camillo Pugliesi, Direttore del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia – Una sinergia virtuosa, in grado di generare valore strategico per il comparto attraverso pratiche agronomiche più sostenibili”.
Bi.Vi.Si. si propone così come un modello di integrazione tra mondo della ricerca e filiera produttiva, capace di delineare una nuova visione per il futuro della viticoltura siciliana: forte, identitaria, innovativa. Una visione che guarda al contempo alla qualità, alla biodiversità ed alla valorizzazione del territorio come chiavi per affrontare il mercato e costruire un’identità distintiva, competitiva e duratura nel panorama vitivinicolo internazionale.



