L’unico esercizio presente a Castel Morrone è quello di Guido Sparaco, uno dei soci fondatori di PAART, e di suo padre Nicola. È stato appunto Guido l’anima organizzativa, che ha convogliato anche l’attenzione dell’amministrazione cittadina sulle opportunità rappresentate dalla manifestazione, tanto da riuscire a ottenere il patrocinio comunale e la sede cittadina più prestigiosa, il Palazzo Ducale, eretto nel XIV secolo e di proprietà dell’aristocratica famiglia Capecelatro prima di essere ceduto al Comune.
Il sindaco Cristoforo Villano, introducendo, ha sottolineato la vocazione pasticciera della cittadina e ha rivelato l’intenzione di bandire un premio di pasticceria, volto allo scopo di individuare la ricetta di un nuovo dolce cittadino, interessando nella sua organizzazione PAART.
Stanislao Porzio, il presidente dell’Associazione, ha ribadito la necessità di promuovere la pasticceria in grado di partire dagli ingredienti naturali, in un momento storico in cui è minacciata dalla diffusione dei semilavorati e degli ingredienti di sintesi, che stanno mettendo a repentaglio la sopravvivenza di un bagaglio di conoscenze e competenze lungo secoli.
A mostrare visivamente in che cosa consiste la pasticceria d’arte sono stati due soci fondatori di PAART. Il già citato Guido Sparaco ha dimostrato come si preparano le sfogliatelle ricce, partendo dall’allungamento manuale a quattro mani di uno sfoglio riccio già realizzato nel suo laboratorio, continuando con il suo taglio in sezioni circolari e con il riempimento di queste ultime – i cosiddetti tappi – con il ripieno di semola, ricotta, canditi, pasta d’agrumi, zucchero e tuorli d’uova. Le sfogliatelle sono state degustate calde, con grande soddisfazione del pubblico.
Alle tredici una parentesi salata ha coinvolto Pietro Leonetti, chef del vicino ristorante Il Frantoio, che ha proposto un piatto della tradizione locale, la pasta e patate, nella sua interpretazione con tartufo scorzone e scamorza affumicata di Agerola, che ha aggiunto un tocco di equilibrata creatività a un classico.
L’ultima dimostrazione della giornata è toccata ad Alessandro Rizzo, socio PAART di Tarcento, cittadina in provincia di Udine. Il pasticciere friulano ha preparato la gubana, dolce tipico della sua regione. Su una sfoglia rettangolare di pasta lievitata con lievito madre e lievito compresso viene steso un ripieno a base di mandorle, nocciole, uvetta, burro, molliche di pan di Spagna, addizionato di un liquore all’amaretto. Ha quindi avvolto su sé stesso il rettangolo di impasto partendo dall’angolo, arrotolandolo poi a forma di serpente e inserendolo nel pirottino. Dopo una fase di lievitazione, prima della cottura, sul dolce viene steso tuorlo d’uovo e spolverizzato zucchero semolato. Il pubblico ha accolto con curiosità questo dolce così lontano dalle sue tradizioni, curiosità tramutatasi in entusiasmo al momento dell’assaggio.
Hanno accompagnato le degustazioni dei dolci un moscato dolce e una falanghina spumantizzati, e quella della pasta un vino aromatico fermo, tutti vini della Cantina La Guardiense.
L’evento è stato presentato da Antonella D’Avanzo, giornalista gastronomica.



