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Baita Piè Tofana: l’essenza dello “stare bene” nel cuore delle Dolomiti

Il 2025 segna la quarta stagione di Baita Piè Tofana, luogo unico ai piedi delle Tofane dove il patron Michel Oberhammer, lo chef Federico Rovacchi e la maître Elisa Prudente hanno dato vita a un ristorante in cui la parola d’ordine è “stare bene”, tra cucina contemporanea e concreta, buon vino e calorosa ospitalità.
fonte ufficio stampa Zedcomm
Photo credits: fonte ufficio stampa Zedcomm

Nata come rifugio per i cronometristi delle Olimpiadi del 1956, nel 2019 la struttura viene rinnovata dal cortinese Oberhammer che la trasforma in un ristorante accogliente e non troppo formale, in cui il larin diventa simbolo della sua convivialità.

Lo chef Federico Rovacchi, emiliano classe 1992, dopo le esperienze in ristoranti stellati come Piazza Duomo e St. Hubertus ha sviluppato una filosofia che va oltre la tradizionale cucina di montagna e a Baita Piè Tofana propone una cucina inaspettata per il luogo in cui ci troviamo. I suoi piatti sono importanti citazioni interpretate in modo personale, che celebrano i grandi maestri internazionali in chiave contemporanea e integrano ispirazioni italiane, tecniche di cottura francesi e sgrassature giapponesi. Le materie prime, non necessariamente locali, guardano spesso al vegetale, trattato con la stessa cura riservata alle proteine, a volte sostituendole altre volte valorizzandole.

Tra i piatti che ben raccontando la cucina di Rovacchi ci sono la Lumaca, che combina note minerali e terrose grazie a una preparazione à la Bourguignonne, arricchita da crema di patate, topinambur e tartufo nero, con una fresca schiuma di kefir e un tocco di whisky torbato. Con il Rossini al mare, Rovacchi reinterpreta il classico filetto francese con tartufo nero, foie gras, salsa teriyaki e seppia rosolata, per un equilibrio tra sapori carnosi e marini. Infine, il Cappelletto di Parmigiano celebra le sue origini emiliane con una farcitura a base di Parmigiano stagionato e un brodo di cappone alla verbena completato da gocce di mostarda.

L’ospitalità è affidata alla maître Elisa Prudente, già commis di sala al Tivoli e chef de rang al St. Hubertus, che accoglie l’ospite con discrezione e attenzione ai dettagli. Anche la carta vini a Baita Piè Tofana è una cosa seria: curata da Michel ed Elisa, offre una selezione oltre 700 referenze etichette italiane e internazionali, con un occhio di riguardo per la Francia.

Baita Piè Tofana è un ristorante che guarda oltre la montagna: varcata la soglia si entra nel mondo di Michel, Federico ed Elisa, che tra le Dolomiti di Cortina d’Ampezzo raccontano la loro idea di buona cucina, buon vino e piacere dello stare insieme.

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

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